un artista dal circo

Fra sogno e realtà:
 
          Sin in dalla sua nascita, avvenuta a Bari, nel 1950 Renato Sciolan ha sempre esternato un sentimento artistico che, col passare  degli anni, è diventato  sempre più  intenso  fino a caratterizzare la sua produzione artistica. Discendente dal 1800 da una delle più antiche famiglie circensi,  tale tradizione familiare si interrompe allorchè il padre Ubaldo, si allontanò dalla propria famiglia per espletare il servizio di leva  in concomitanza del periodo bellico.

          Milite in Puglia, conobbe la sua futura moglie, a fine  leva e sposati ritornarono al circo,  il periodo triste ed infausto fu determinante  per una scelta  di  un lavoro più quotidiano,  più tranquillo e meno nomade, egli quindi per amore lascio il circo per non fare più ritorno.

          Renato Sciolan, però, è sempre stato legato al circo, sia per i  racconti del genitore, sia per le visite presso i familiari; sovente infatti, per il proprio piacere e grazie alla complicità dei suoi cugini e zii, ancora  artisti circensi, sino all'età di 18 anni era solito indossare abiti di scena  da  clown e partecipare agli  spettacoli, e così tra gioco  e realtà, egli sentiva  in se un eco,  forse quello di  realizzare un vecchio sogno.

                                                                           
                                                                                                                                                                                    foto tratte da album di famiglia

         Un sogno a cui Renato Sciolan è ancora legato; in ogni sua opera ritroviamo aspetti contrastanti del suo carattere, tipici di chi svolge (ha svolto o avrebbe voluto svolgere) l'attività circense: da un lato, atteggiamento   ottimistico   e  gioioso  di  fronte  alla  vita, e  dall'altro,  uno spirito  sostanzialmente intimistico  ed  introverso  che  emerge  sempre dal  compimento di  ogni suo lavoro.  Nelle  opere  di  R.  Sciolan  c'è, quindi, una esternazione materiale di ricordi che nascono dal suo subconscio. 

         Sciolan non ama le mezze misure. C'è una solarità tutta  mediterranea che emerge  anche nelle composizioni  che appaiono  a volte  più cupe o nervose. Insomma, le sue opere come stati  d'animo,  mediati dal colore, abilmente plasmato dal pennello o matericamente impresso dall'uso della spatola.