| un artista dal circo |
Milite in Puglia,
conobbe la sua futura moglie, a fine leva e sposati ritornarono al
circo, il periodo triste ed infausto fu determinante per una
scelta di un lavoro più quotidiano, più tranquillo e meno
nomade, egli quindi per amore lascio il circo per non fare più
ritorno.
Renato
Sciolan, però, è sempre stato legato al circo, sia per i racconti del
genitore, sia per le visite presso i familiari; sovente infatti, per il proprio
piacere e grazie alla complicità dei suoi cugini e zii, ancora artisti
circensi, sino all'età di 18 anni era solito indossare abiti di scena
da clown e partecipare agli spettacoli, e così tra gioco e
realtà, egli sentiva in se un eco, forse quello di realizzare
un vecchio sogno.
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| Un sogno a cui Renato
Sciolan è ancora legato; in ogni sua opera ritroviamo aspetti contrastanti
del suo carattere, tipici di chi svolge (ha svolto o avrebbe voluto
svolgere) l'attività circense: da un lato, atteggiamento
ottimistico e gioioso di fronte
alla vita, e dall'altro, uno spirito
sostanzialmente intimistico ed introverso che
emerge sempre dal compimento di ogni suo lavoro.
Nelle opere di R. Sciolan c'è, quindi, una
esternazione materiale di ricordi che nascono dal suo
subconscio.
Sciolan non ama le mezze misure. C'è una solarità tutta mediterranea che emerge anche nelle composizioni che appaiono a volte più cupe o nervose. Insomma, le sue opere come stati d'animo, mediati dal colore, abilmente plasmato dal pennello o matericamente impresso dall'uso della spatola. |